Le edizioni di Capodarco
La I edizione di Redattore Sociale si svolge nel maggio del
1994, è l"unica di due sole giornate e l'unica in questo periodo
dell"anno. Gran parte del suo spazio è dedicato alle
relazioni-lezioni di esperti su alcune delle principali forme di
disagio sociale, dedicando una tavola rotonda al doppio significato
della figura del "redattore sociale". Partecipano tra gli altri
Nanni Salio, Ugo Ascoli, Leopoldo Grosso.
La II edizione (novembre 1995) si intitola ancora semplicemente
"Redattore Sociale". Accanto alle relazioni individuali vengono
previste due tavole rotonde che anticipano alcuni termini che
diverranno lessico degli anni successivi: "Gutemberg era
solidale"
e "Un altro giornalismo: è possibile?". Le sessioni formative
tematiche sono invece sui "volontariati" e una sui "mondi
nascosti". Tra gli ospiti, mons. Giovanni Nervo, Giovanni De Mauro,
Tana De Zulueta, Leonardo Zega.
Nella III edizione (novembre 1996) vengono introdotti un titolo
generale - "Periferie umane" - e una serata pubblica in cui
Goffredo Fofi, Michele Serra e Gad Lerner si sono domandati "Dove
vivono i giornalisti". Da questo confronto nasce nell'ottobre
dell"anno successivo il libro "Maledetti giornalisti" (Edizioni
e/o). I momenti formativi sono stilizzati con quattro parole: il
giovane, il vecchio, il pazzo, il negro. Tra i relatori Lorenzo Del
Boca, Paolo Garonna, Franco Prina, Roberto Koch, Rodolfo
Brancoli.
La IV edizione (novembre 1997) - intitolata "Dire, non dire,
dire troppo - Giornalismo sociale e diritto di cronaca" - prende
spunto dalla legge sulla privacy per riflettere sui diritti dei
"deboli" nei confronti dell'informazione. Per la prima volta sono
stati introdotti dei workshop di approfondimento. All'interno del
seminario, in uno spazio sul "privato dei mafiosi", viene
proiettato il film "Tano da morire", presente la regista Roberta
Torre e parte del cast. Infine, in un'appendice svoltasi a Roma in
dicembre, viene presentato il libro "Maledetti giornalisti" in una
tavola rotonda
a cui, oltre a Fofi e Lerner, partecipano Marcelle Padovani,
Enrico Mentana, Curzio Maltese, Paolo Garimberti.
La V edizione (novembre 1998) affronta un altro tema cruciale
del giornalismo: quello della gerarchia delle notizie. Con il
titolo "Acciaio e cristalli - Persistenza e fragilità delle notizie
nell'informazione italiana" si vuole individuare da una parte gli
ambiti "forti", quelli normalmente sovraesposti a prescindere dalla
rilevanza, e dall'altra i settori "deboli" della società - tra cui
quelli riguardanti l'emarginazione - trattati
occasionalmente e in modo spesso incompleto. Aperto dal "racconto
di un alieno" (scritto da Vinicio Albanesi) che descrive ciò che
osserva su stampa e Tv, il seminario si conclude con un
interessante faccia a faccia tra i direttori dei due principali
telegiornali italiani (Giulio Borrelli e Enrico Mentana). Nel corso
di questa edizione è stata consegnata a tutti i partecipanti ai
seminari dal '94 in poi) la Tessera del giornalista N.I.P., un
riconoscimento ai redattori sociali "per un'informazione sui forti
che tiene conto dei deboli".
La VI edizione ("Di razza e di classe" - novembre 1999) esplora
il limite entro il quale il giornalista - salvaguardando la
professionalità - può e deve farsi coinvolgere negli eventi che
racconta, come antidoto all'indifferenza e all'insofferenza verso
le situazioni personali più difficili; viene inoltre analizzato il
difficile e contraddittorio rapporto del giornalismo con le élite.
Ospite di maggior rilievo il grande scrittore-reporter polacco
Ryszard Kapuscinski, dal cui intervento nasce il libro "Il cinico
non è adatto a questo mestiere - Conversazioni sul buon
giornalismo" (ed. e/o, marzo 2000, poi pubblicato anche in
spagnolo).
La VII edizione ("Corre la lepre…" - novembre 2000) è dedicata
alle "fatiche del giornalismo all'inseguimento della notizia e del
potere". Un ampio spazio viene riservato alla globalizzazione
economica. Tra gli ospiti, il direttore del Corriere della sera
Ferruccio De Bortoli, il prof. Riccardo Petrella e il sociologo
inglese Kevin Bales. L'edizione coincide con la presentazione
dell'Agenzia quotidiana Redattore Sociale, promossa dalla Comunità
di Capodarco.
Nell'VIII edizione ("Nebbia - Dove sono andate a finire le
notizie?" - novembre 2001) si parla del disorientamento del
giornalismo nel comprendere i sempre più repentini cambiamenti
della società, nell'esplorare fonti diverse da quelle già
conosciute, rassicuranti ma forse un po' sterili. Anche nell'anno
in cui gli attentati dell'11
settembre, e prima ancora il G8, hanno cambiato radicalmentele
priorità dei temi di cui occuparsi. Tra i partecipanti la grande
scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic, con una straordinaria
riflessione sul male e la capacità di raccontarlo, e il direttore
di Famiglia Cristiana Antonio Sciortino. Un intermezzo divertente è
offerto da Marco Presta e Antonello Dose, conduttori del programma
di Radio Due "Il ruggito del coniglio". Durante il seminario la
proiezione in anteprima nazionale del film The
spectre of hope, dialogo tra Sebastiao Salgado e lo scrittore
inglese John Berger: un affresco sulle facce scomode della
globalizzazione attraverso gli scatti del grande fotografo
brasiliano.
La IX edizione ("Maschere" - dicembre 2002), sottotitolata da
una frase di Tiziano Terzani (I fatti sono un velo dietro il quale
la verità si nasconde), cerca di approfondire uno dei punti cardine
della professione: il se, il come, il quanto la vita dei popoli e
degli individui possa essere resa con i mezzi del giornalismo; e il
modo in cui le " maschere" dovute ai condizionamenti esterni, alle
pressioni economiche e ad altri fattori possano influire sul
racconto della realtà. Una sessione è dedicata ai diversi linguaggi
giornalistici, un'altra alla cosiddetta informazione alternativa. I
workshop hanno riguardano il turismo sessuale, la devianza
minorile, i rifugiati.
La X edizione ("Volo radente" - novembre 2003) è sul
"giornalismo veloce e le sue vittime". Un giornalismo che non ha
tempo di controllare, che non costruisce memoria, che divide le
società in categorie e non riesce più a riconoscere le persone, che
ha paura di osare fonti inconsuete e abusa di quelle prefabbricate.
Un giornalismo, appunto, di cui le prime vittime sono gli stessi
giornalisti. I tre workshop sono stati incentrati su periferie,
pacifismi, e "numeri". Per la prima volta viene introdotta una
sessione sulla responsabilità sociale delle imprese.
L'XI edizione ("Nascondigli" - novembre 2004) ha come tema i
"mondi sconosciuti" e la "paura" di affrontarli che spesso
manifestano i giornalisti. Una provocazione per parlare nella
necessità di recuperare quella capacità di ascolto senza la quale
storie e fenomeni che disturbano (perché mettono in discussione i
nostri schemi) non
riescono ad essere capiti e spiegati. Nel corso dei tre giorni il
dibattito con uno dei registi di "Route 181" (Michel Khleifi) e tre
seminari paralleli, sui "ragazzi di famiglia" (giovani coinvolti
nelle mafie), sull'immigrazione dall'Est europeo e sul rapporto tra
i detenuti e il mondo esterno.
La XII edizione ("Meraviglia" - dicembre 2005) prosegue il
discorso sulle "qualità perdute" del giornalismo, in particolare il
senso , appunto, della meraviglia, della curiosità, dello stupore,
e anche dell'indignazione. I workshop paralleli hanno al centro
alcune delle "forbici" (ricchi/poveri, giovani/vecchi,
istruiti/ignoranti) che determinano oggi le vere disuguaglianze
sociali, anticipando la denuncia e la proposta che la Comunità di
Capodarco porterà avanti nel 2006, anno del suo quarantennale. Tra
gli ospiti, il filosofo Giulio Giorello, il fotografo Francesco
Zizola, il giornalista americano David Rieff.
La XIII edizione ("Sotto il tappeto" - dicembre 2006), dedicata
ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa il 7 ottobre
2006, chiude la trilogia delle "qualità perdute" parlando del
coraggio, non solo quello degli eroi ma anche il coraggio
quotidiano di "raccontare semplicemente la verità, anche quando non
farà piacere leggerla". Tra gli ospiti il condirettore di
Liberation Pierre Haski e l'economista Loretta Napoleoni,
insieme alle storie toccanti raccontate da Marisa Galli e Dorina
Tadiello e al film "Oh uomo" dei grandi Gianikian e Lucchi.
La XIV edizione (Il dittatore - novembre-dicembre 2007) è
incentrata sul "pensiero unico del giornalismo" con riflessioni
sulla sicurezza, sull'educazione, sull'economia e i consumi. Tra
gli ospiti, Marzio Barbagli, Grazia Honegger Fresco, Giuliano
Ferrara.
La XV edizione (Algoritmi - novembre 2008) ha avuto sullo sfondo
l'influenza dei motori di ricerca, sempre più pervasivi, sulla
professione giornalistica, portando invece vari esempi di inchieste
realizzate con metodi "tradizionali". Tra i relatori, Nicolini,
Magnani, Leogrande, Braucci, Capacchione.
La XVI edizione (Disorientati - novembre 2009) ha appunto
indagato su quel poco esplicitato senso di disorientamento che
sembra accomunare i giornalisti (e il loro pubblico), sempre più
schiavi di una "arrogante routine" e incapaci di usare la
"memoria". Tra gli ospiti, Calabresi, Sassen, Dell'Acqua, Merlini,
Blangiardo, Boldrini.
Nella
XVII edizione (Oltre l'Apocalisse - novembre 2010) prosegue, da un
nuovo punto di vista, il dibattito sui temi più urgenti del
giornalismo. Le cose cambiano sempre più
velocemente; la carta stampata è in declino; il futuro delle nuove
e affascinanti piattaforme di contenuti è ancora incerto; i
"produttori" di informazione sono sempre più frammentati. Eppure,
basta tutto questo per lasciarsi sopraffare da un senso di
apocalisse che sembra a volte paralizzante? La paura del nuovo è
connaturata alla natura umana e allo sviluppo di tutte le
professioni. Ma essa non dovrebbe condizionare solo in negativo chi
ha scelto proprio il mestiere di raccontarlo, il nuovo... Tra gli
ospiti, Giuseppe Cederna, Altan, Antonio Preziosi.
Intasano il cervello, provocano sazietà illusorie; e
sono ugualmente difficili da "curare". Sono le molte, moderne
bulimie legate alla comunicazione: a come informiamo e a come siamo
informati. Nella diciottesima edizione del seminario di
Capodarco (25-27 novembre) di parla delle varie "abbuffate
quotidiane" di informazione e di cultura, cercando di capire "come
difendersi, come tenere in funzione il filtro dello spirito
critico", e se sia possibile "una nuova sobrietà". Quasi 200 i
partecipanti. Tra i relatori, Mario Dondero, Ennio Remondino (con
un ricordo del caro Roberto Morrione scomparso nel maggio
precedente), Lorella Zanardo, Massimiliano Panarari, Renato Soru,
Marco Tarquinio.
I depliant delle edizioni dal 1996 in poi sono stati realizzati
da Andrea Rauch (www.rauchdesign.com).