Il tema dell'immigrazione, e del possibile
uso di termini discriminanti, superficiali o impropri, è tra quelli
che più spesso hanno esposto il giornalismo ad accuse di
inadeguatezza, di incompetenza e a volte persino di razzismo. Negli
ultimi anni, sull'onda di alcuni fatti di cronaca - come la strage
di Erba (2006), l'uccisione di Giovanna Reggiani a Roma (2007), i
roghi dei campi rom a Napoli (2008) e Torino (2011) - il dibattito
pubblico su questo argomento è sensibilmente cresciuto in quantità
e qualità, con toni accesi e anche esasperati, ma con risultati
indubbiamente positivi perché iniziasse a diffondersi una presa di
coscienza nella categoria. A ciò ha indubbiamente contribuito la
stesura della "Carta di Roma" da parte di Fnsi, Ordine dei
Giornalisti e Unhcr e con la collaborazione di vari altri soggetti
tra cui l'Unar.
Tale presa di coscienza, tuttavia, è ancora fragile e necessita
di un lavoro che punti a mantenere all'ordine del giorno la
necessità di un'informazione corretta sul fenomeno immigrazione,
che metta in evidenza le insidie e i tranelli insiti nelle parole e
i pericoli della cattiva conoscenza di alcuni dati, situazioni,
norme. E che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o
censori, segnali le scorrettezze e indichi i termini e le locuzioni
corrette da utilizzare.
Per tutto ciò è fondamentale un'azione continua volta al dialogo e
alla formazione, sia verso coloro che svolgono già la professione,
soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle
notizie e nell'impostazione di titoli e gerarchie, sia verso chi si
è avvicinato da poco al giornalismo. E' il contributo che questo
seminario intende dare.
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Materiali
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