Cronache di ordinario razzismo, bocciata la stampa italiana

31ott2011
Libro bianco di Lunaria. Giornalisti e politoligi, anche molto noti, confondono i centri di accoglienza con quelli di detenzione, i migranti irregolari con i richiedenti asilo, ecc… E nel caso di stranieri assassinati tendono a colpevolizzare le vittime

ROMA - Maggio 2011, dopo la morte di Abderrahaman Salhi, un ragazzo marocchino di 24 anni a Montagnana, in  Veneto, testimoni affermano che alcuni carabinieri  costringono gli stranieri ubriachi a bagni forzati nel fiume gelido, ripetuti più volte per fare smaltire l'alcol. Il 28 giugno a Desenzano del Garda muore un giovane di 19 anni, Imad El Kaalouli, cittadino marocchino, in Italia dall'età di tredici anni. A ucciderlo è il suo datore di lavoro all'interno del ristorante sul lungolago dove Imad lavorava da cinque mesi. Imad era andato, insieme a una consulente del lavoro, a rivendicare il pagamento degli arretrati sull'ultimo stipendio e del Tfr. La risposta del titolare italiano sono 8 colpi di pistola (detenuta illegalmente): Imad è colpito a morte, il consulente del lavoro resta ferito. Yussuf Errahali è un senza tetto marocchino di 37 anni trovato morto, mezzo nudo e inzuppato d'acqua il 12 gennaio 2010 a Napoli, nella centralissima Piazza Cavour. Probailmente Yussuf  non è stato ucciso solo dal freddo, ma dalle molestie e dalle violenze di un gruppo di giovani del quartiere che "per divertirsi" l'avrebbero gettato nella fontana, lasciandolo poi morire assiderato. Sono queste le "Cronache di ordinario razzismo" raccolte nel libro bianco 2009 - 2011 curato da Lunaria e presentato al Salone dell'editoria sociale.

Un viaggio nell'orrore da nord a sud, senza dimenticare il lavoro nero e lo sfruttamento delle braccia straniere in agricoltura, le violazioni dei diritti umani nei Centri di identificazione ed espulsione, le navi prigione allestite per "liberare" Lampedusa dai tunisini, il divieto di accesso per la stampa e le associazioni non accreditate ai Cie e ai Cara. Il "pacchetto sicurezza" fa da cornice a quello che i curatori del volume definiscono senza mezzi termini "razzismo istituzionale".
Di tutte queste storie, ben poco è arrivato all'opinione pubblica nazionale. Solo alcuni casi hanno risvegliato l'attenzione dei media: l'omicidio di Sanaa Dafani, la giovane 23enne di origine marocchina uccisa dal padre nel settembre 2009; la ribellione di Rosarno del 7 gennaio 2010; la vicenda della mensa scolastica di Adro dell'aprile 2010; l'omicidio di Maricica Hahaianu, 33enne romena uccisa a seguito di un litigio nella stazione della metro Anagnina di Roma l'8 ottobre 2010. Ma anche in queste vicende, i mass media, i giornalisti e gli opinionisti sono la nota dolente, accusati di usare categorie arbitrarie, di fare confusione fra orientamenti religiosi e nazionalità, di ignorare i termini corretti o, peggio, di malizia, sciatteria e sbavature razziste.

Alcuni esempi riportati nel secondo libro bianco sul razzismo, riguardano i principali quotidiani e le agenzie di stampa nazionali. Si parte dal Corriere della Sera del 20 dicembre 2010 che pubblica un editoriale di Giovanni Sartori, L'integrazione degli islamici, che ripropone "la vecchia tesi - un'autentica ossessione - della "radicale inintegrabilità" degli immigrati musulmani". A questo proposito, Si legge nel volume: "Oltre a perpetuare l'abituale confusione grossolana fra nazionalità e orientamento religioso, non degna di un politologo, oltre a far finta d'ignorare che si può essere indiani e musulmani, cinesi e musulmani, marocchini e cristiani, tunisini ed ebrei, maghrebini e agnostici, iracheni e atei, e così via, egli mostra di non conoscere dati empirici basilari. Fra questi, un dato che in base ai suoi criteri dovrebbe essere indice di scarsa integrazione proprio degli "asiatici": secondo stime della Fondazione Ismu (relative al 2008 ma ancor oggi tendenzialmente valide), in Italia la maggior parte degli immigrati irregolari proviene infatti da paesi asiatici, in testa la Cina".

Torna in auge nei titoli e negli articoli anche il termine 'vù cumprà'. Una notizia Ansa del 18 aprile 2011 titola: Protesta venditori souvenir contro vu' cumprà . Lo stesso giorno "Il Gazzettino" informa che Massimo Cacciari, intervistato in proposito, ha dichiarato: "A me non danno fastidio: qualsiasi città italiana è piena di vu' cumprà".  Repubblica.it in un servizio del 28 agosto 2011, usa "vu' cumprà" per riferire dell'azione meritoria compiuta da alcuni migranti: la pulizia volontaria di alcune strade a Napoli.  Anche nell'uso dei termini, i giornalisti della carta stampata sono accusati di ignoranza. Scambiano spesso i nigeriani per 'nordafricani' e confondono i centri di detenzione per stranieri irregolari con quelli di accoglienza per richiedenti asilo. In quest'ultimo caso viene citato come cattivo esempio l'articolo di Alberto Custodero e Corrado Zunino, Guerriglia nei Cie, è strategia della violenza, su "la Repubblica" del 3 agosto 2011. Invece su "Le Monde" Salvatore Aloise non parla mai di 'clandestini' e sa distinguere correttamente le diverse tipologie di centri.

Per quanto riguarda gli sbarchi a Lampedusa, "il linguaggio è biblico, bellicoso, catastrofico (fino all'infelice espressione "tsunami umano"), e induce i lettori/spettatori a sentirsi sotto assedio, profondamente minacciati e in stato di pericolo".
"Scenario apocalittico" ed "esodo biblico senza precedenti" sono termini usati anche dal governo, in particolare dal ministro dell'Interno Roberto Maroni che crea allarmismo. Alcuni esempi di titoli delle principali testate italiane: Esodo di 300mila persone(La Repubblica); Clandestini fuori controllo. E l'Italia teme l'invasione (La Stampa), Una marea di profughi (Il Giornale); Dalla Libia può arrivare un'ondata di immigrazione di proporzioni catastrofiche (Il Sole 24ore); Navi, aerei e paura: Lampedusa pronta come a una guerra (La Stampa). (rc)