Carta di Roma, Il Tempo: “Vu cumprà? Continueremo a usarlo”

18apr2012
Oltre a Vincenzoni, anche Mola di La repubblica sottolinea che alcuni termini come “clandestino” appariranno ancora sul suo giornale. Interventi molto contestati dal pubblico in sala

Testata Il TempoROMA - Quali parole è giusto usare quando si parla di immigrazione? I caporedattori di tre importanti testate: Annalisa Antonucci dell'Ansa, Giancarlo Mola di La Repubblica e Matteo Vincenzoni del Tempo, coordinati da Giorgio Zanchini, giornalista di Radio3 si confrontano sulle Linee guida sulla Carta di Roma al seminario "Sgomebriamoli" in corso oggi a Roma. Non tutti concordano sulle raccomandazioni della Carta e il pubblico in sala contesta animatamente. "Vu cumprà? Noi lo usiamo e continueremo a farlo. E' una questione tecnica: commerciante straniero abusivo è troppo lungo e non funziona - sottolinea il caporedattore del Tempo - . La notizia è fatta di tante cose anche dalla nazionalità delle persone coinvolte nel fatto di cronaca". Secondo Vincenzoni i tempi stretti della composizione di una pagina non permettono di soffermarsi troppo su alcuni termini. "Se uso vu cumprà il lettore capisce subito di cosa si parla, non è offensivo - aggiunge - . Abbiamo fatto anche delle inchieste che coinvolgono gli stranieri e abbiamo parlato con loro. Ma è impossibile chiedergli se alcune parole sono offensive, molti di loro a malapena parlano italiano". "Se andassi in Africa e mi mettessi a fare il vu cumprà non mi vergognerei di ciò che faccio e di essere chiamato così", aggiunge tra un rumoroso brusio della folla.

"A Repubblica ci poniamo delle regole e cerchiamo di creare un clima anche politicamente corretto, ma se le parole sono importanti la sostanza lo è ancora di più. Alcuni termini come vu cumprà non li usiamo più ma clandestino continueremo a scriverlo - aggiunge Mola - . Sulla vittima la nazionalità non è importante  ma nel caso di chi commette i reati non possiamo foderarci gli occhi. Mi scandalizzano molto di più dei pezzi apparentemente corretti ma che nascondono una violenza e una volontà discriminazione del diverso. La discussione sui fatti deve essere prevalente rispetto a quella sulle parole". Secondo Annalisa Antonucci non si può essere troppo critici sulla ricerca delle storie dei migranti ma non perché siano pruriginose: non c'è paragone di quanto ci  si possa appassionare di una storia umana anziché di una legislazione".


Gli interventi dei tre caporedattori sono stati molto criticati dal pubblico, in particolare una giornalista di Radio popolare Roma ha sottolineato la volontà di "autoassoluzione" delle proprie testate e la poca riflessione su questi temi anche nell'ottica di formare i lettori. "Non mi sento una formatrice, io riporto i fatti"ha sottolineato Antonucci.  Rispetto alla Carta di Roma Zanchini ha ricordato che l'Osservatotio che aveva il compito di monitorare la sua applicazione ha operato solo un anno: "dopo il primo rapporto è rimasto inerte e sono arrivate poche sanzioni".  "Uno dei problemi nelle redazioni è che non c'è il punto di vista degli stranieri - aggiunge - perché sono pochi i giornalisti di altre nazionalità".
E' possibile seguire gli incontri anche dall'esterno, attraverso una diretta Twitter su @RedattoreSocial con l'hashtag #sgomberiamoli, sia attraverso i video messi on line su questo sito. (ec)